Thursday, November 02, 2006

LA MEDICINA DELL'ORTO DI OLMO
Di Alberto Angelici

Bella, la collina nei pressi di Scandicci, morbida, ondulata e gentile, segnata da scuri matitoni che son cipressi, fittamente grigia d'ulivi, punteggiata di cascinali ed eleganti residenze.
Il sentiero scende sottile dal fianco della strada, appena visibile tra ginestre, ranuncoli, finocchio selvatico e mille altre essenze messe la' dalla Natura.

Poche curve verso il basso nelle pieghe del terreno, qualche centinaio di passi e Olmo e' li', nella valletta, un fazzoletto di terra addomesticata tra boschetti incolti e cespugli. Una dozzina di riquadri segnati da vialetti offrono ortaggi di stagione, prezzemolo e indivia e al limitare del pendio una lunga siepe di rosmarino e alcuni vecchi fichi contorti e grigi come pietra, noccioli, mandorli e un grande olmo. Per sfruttare al meglio il poco spazio sono stati ricavati
sul pendio alcuni terrazzamenti che ospitano anche la piccola costruzione fatta di tavole riciclate, pali di castagno, fogli di compensato.

Tra l'erba e il coltivato sono minuscole composizioni di ciottoli di gusto orientaleggiante e il luogo e' denso del fascino della campagna piu' quieta, semplice e a un tempo sofisticato. Qua e la' panchine di grossi rami invitano alla sosta e alla contemplazione e i prati ben rasati attendono giochi di bimbo.
Un rigagnolo taglia il sentiero, gorgoglia appena, nei mesi freschi, ma scompare con la calura estiva. Grandi cuscini d'ortica dalle foglie seghettate approfittano dell'ombra ai piedi delle piante piu' alte e diventano il condimento di estemporanei risotti preparati sul fornellino da campeggio, con porri selvatici, malva e un piccolo aglio ursino.

Orto di Olmo, cosi' il suo creatore e proprietario lo chiamo' anni fa, non e' solamente un coriandolo di terra ma molto di piu': e' una medicina, il piu' naturale dei rimedi ai rumori della citta', allo stress del lavoro, rifugio sempre pronto, ottima palestra in cui scaricare sulla vanga le tensioni accumulate, negozio sempre aperto per verdure fresche e prive di veleni.

Accanto alla porta del rustico capanno, sotto un pergolato che d'estate tiene lontano il caldo, un piccolo box, anch'esso di legno, contiene il "libro degli ospiti" per i visitatore che vogliano lasciare un'impressione o anche soltanto un pensiero. Le pagine sono un alternarsi allegro di calligrafie diverse, da quelle incerte dei compagni di scuola dei figli ad altre piu' adulte e composte. Tutte
parlano di quiete magica, di pace, di armonia.

La medicina, qui, non attende l'invito e arriva per tutti e nessuno sa ne' ci si vuol sottrarre, perche' ad ascoltare i merli gorgheggiare e il vento tra i rami piu' alti, senti mille tentacoli leggeri portarsi via da dentro le tensioni, riempi gli occhi e l'anima di tutto quel verde e, senza neppure accorgertene, le batterie sono gia' cariche di energia nuova.

Orto di Olmo, con le maiuscole, perche' se le merita davvero. Anche se lui, modesto e semplice come un vecchio saggio, se potesse parlare forse le rifiuterebbe.

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