Thursday, November 02, 2006

NEL TUNNEL DI UNO SGUARDO

Non so togliermi dagli occhi lo sguardo della donna incrociata all’autogrill.
Quegl’occhi mi scavano il cervello, ci frullano dentro, ricordano i tuoi e anche il seno alzato dalle braccia, quasi offerto, nella cornice dei lembi aperti della giacca.
Potenza di uno sguardo!
Lo so bene, io che son curioso della gente e qualche rara volta ho l’impressione forte che allo scoccare del contatto di due sguardi la mia anima scenda diritta giù…giù… lungo un esile tunnel ad incontrare l’altra.

Ci si appartiene un pò, quando con gli occhi catturi altri occhi e in essi scopri arcane somiglianze, sintonie nuove, affinita’ sepolte.
E' come specchiarsi, riconoscersi, sentirsi ancora e sempre sulla via di casa.
A volte è fatica, sofferenza forse, quel che trasmettono; allora, per un attimo, vorresti distogliere i tuoi come allo sferzare di un sole che ti può rendere cieco, tanta è l'attrazione e la forza distruttiva d’uno sguardo.

Per una donna è certo più facile, più consueto l’essere chiamata da uno sguardo ma pure a me succede ed è ogni volta emozionante, ogni sguardo nuovo porta con sè fantasia e sapori nuovi e stimoli e assenza di una scontata quotidianità.
Uno sguardo si basta da solo, non chiede giustificazioni nè un "prima" nè un "poi": è anarchico, imprevedibile, essenziale.
E' sentimento puro, garanzia di unicità, pura sensazione non meditata né mediata, nata nuova e libera.
Ora e qui e soltanto ora e soltanto qui.

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